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La nuova normativa per il distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento

normative-sentemzeUna delle spese che grava di più all’interno di un nucleo familiare è probabilmente rappresentata dal costo di riscaldamento. Nei mesi più freddi dell’anno siamo obbligati a riscaldare l’aria all’interno delle nostre quattro mura e questo comporta un significativo aumento della nostra spesa mensile.

All’interno di un condominio, molto spesso, è presente un impianto centralizzato di riscaldamento, impianto che si rende attivo o disattivo in determinate fasce orarie giornaliere. Ciò ovviamente ci può privare della libertà di utilizzare il riscaldamento secondo le nostre esigenze e soprattutto ci priva della possibilità di gestire al meglio le spese.

Dal 18 giugno del 2013 una nuova normativa, in ambito del distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento, è entrata in vigore proprio al fine di salvaguardare questa nostra libertà.

Novità nuova normativa per il distacco dall’impianto centralizzato

Grazie alla nuova normativa del 18 giugno 2013, oggi è possibile richiedere il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, sempre se tale azione non comporti un malfunzionamento dell’impianto o significativo aumento di spesa a carico degli altri condomini. Il richiedente sarà comunque tenuto a concorrere al pagamento delle spese di manutenzione straordinaria, di conservazione e di messa a norma dell’impianto. riscaldamento

È importante però ricordare che, tenendo conto della normativa d.p.r. n 59/09 in ambito di risparmio energetico stabilisce che in ogni edificio esistente, comprendente più di quattro unità abitative, è preferibile preservare gli impianti centralizzati già esistenti se questi siano dotati di un generatore di calore con potenza maggiore o uguale a 100 kW. Ogni intervento finalizzato alla modifica o trasformazione dell’impianto deve essere riportata all’interno della relazione tecnica prevista dall’art. 28 della legge 10/21.

Inoltre dal primo settembre 2013, inseguito alla legge 90/2013, a seguito di distacco, ogni nuova caldaia istallata, dovrà scaricare a tetto, eccetto in alcuni casi molto particolari.

Casi limite e di contraddizione della nuova normativa per il distacco dall’impianto centralizzato

Esistono alcuni casi in cui la possibilità di distacco dall’impianto centralizzato potrebbe risultate comunque vietata, anche se si è in linea con quanto detto in precedenza. È questo il caso, ad esempio, nel quale il comune, in cui si è residenti, abbia censito, all’interno del proprio regolamento edilizio, il divieto di distacco dall’impianto centralizzato. Particolari normative sono presenti infatti nei comuni appartenenti alla regione del Piemonte, della Liguria e dell’Emilia Romagna.

Un altro punto della nuova normativa per il distacco dall’impianto centralizzato che resta ancora un po’ oscuro, è rappresentato dal fatto che, anche se il richiedente dimostra a pieno che il proprio distacco non comporterà disagi né per gli altri condomini, né per l’impianto stesso, il regolamento di condominio potrà in ogni caso vietare e respinge la richiesta di distacco. Infatti l’ultimo comma dell’art 1118 c.c. non è, a differenza del 2° comma del medesimo articolo, espressamente richiamato dall’art. 1138 c.c. all’interno delle norme di natura inderogabile.

Quindi, in conclusione, la nuova normativa per il distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento di un condominio, resta una normativa dall’applicazione ancora non troppo chiara.

Noi del blog di Clima Store, abbiamo cercato, in questo articolo, di semplificarvi, nei limiti del possibile, tale normativa e speriamo di esservi stati d’aiuto.

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